Marco e Francesco tornano a raccontare due anni di crescita, capitali dagli USA, 350 assunzioni e la sfida più difficile: restare umani mentre tutto cambia.
Marco e Francesco, i due co-fondatori di JetHR, non si vedevano da due anni con la telecamera di Marcello Ascani puntata addosso. Nel frattempo hanno raccolto 41 milioni di euro, assunto centinaia di persone e riscritto da capo il prodotto. È un buon punto di partenza per parlare di burocrazia aziendale in Italia: quella cosa che tutti gli imprenditori maledicono almeno una volta a settimana, e che qualcuno ha deciso di trasformare in un business.
Dalla piattaforma HR alla guerra alla burocrazia aziendale
JetHR nasce come piattaforma per gestire le risorse umane delle piccole e medie imprese italiane: contratti, buste paga, ferie, permessi, tutto quello che normalmente si traduce in email infinite e fogli Excel condivisi male. Nel nuovo tour degli uffici raccontato nel video, il prodotto appare completamente rinnovato rispetto a due anni fa — non più solo uno strumento di gestione, ma una vera e propria interfaccia tra le aziende e gli adempimenti che la burocrazia aziendale impone.
Il «vibe coding» arrivato in azienda
Una delle cose più interessanti emerse nella conversazione è l’uso del cosiddetto vibe coding: scrivere codice affidandosi in larga parte a strumenti di intelligenza artificiale, descrivendo a parole quello che si vuole costruire invece di programmare riga per riga. Per una scale-up che deve muoversi in fretta non è un dettaglio: è un modo diverso di intendere lo sviluppo prodotto, con tutti i rischi e le opportunità che comporta — un tema che vale la pena approfondire anche guardando a come l’intelligenza artificiale sta ridisegnando mestieri e competenze ben oltre lo sviluppo software.
Dai 25 milioni raccolti negli USA ai 20 milioni di ARR
Il capitolo finanziario del racconto è quello che colpisce di più i numeri alla mano: 25 milioni di dollari raccolti da investitori statunitensi, una crescita del fatturato ricorrente da zero a 20 milioni di euro di ARR (Annual Recurring Revenue, cioè le entrate ricorrenti annue generate dagli abbonamenti), e un totale complessivo di 41 milioni raccolti nel tempo. Sono numeri da scale-up matura, non da startup agli inizi.
Guardare fuori dai confini italiani per trovare capitali non è una scelta scontata, ed è un tema che tocca molte aziende italiane con ambizioni internazionali — lo stesso ragionamento vale per chi valuta la diversificazione geografica come strategia di crescita per le PMI.
Gestire 350 persone e sopravvivere a una crescita fuori controllo
Passare da una manciata di fondatori a 350 persone assunte è un salto che mette a dura prova qualsiasi organizzazione. Nel video si parla apertamente di una crescita «fuori controllo» e di ultimi tre mesi descritti senza mezzi termini come «da incubo»: processi che si rompono, decisioni prese troppo in fretta, la necessità di ricostruire strutture organizzative mentre l’azienda continua a correre.
Non è un dettaglio da poco, ed è onesto da parte dei fondatori ammetterlo pubblicamente: la narrazione da copertina delle startup che raccolgono milioni nasconde spesso mesi di caos operativo che nessuno racconta volentieri.
Cercare clienti forti e talenti giusti, capire chi comprare
Una parte della conversazione è dedicata a chi sono davvero i clienti di JetHR — dimensione e settore delle aziende che scelgono la piattaforma — e a come si cercano contemporaneamente clienti solidi e persone da assumere in un mercato del lavoro tech sempre più competitivo. Trovare i clienti giusti richiede anche capire dove si perdono i segnali lungo il percorso di acquisizione, un problema non troppo diverso da quello descritto in questo approfondimento sulle discrepanze tra i dati di attribuzione della pubblicità digitale.
La minaccia dell’intelligenza artificiale, la bolla e la vita privata
Il video affronta anche domande più scomode. La minaccia dell’intelligenza artificiale per il settore HR viene messa sul tavolo senza giri di parole: se l’AI automatizza sempre più processi amministrativi, che ruolo resta a una piattaforma come JetHR? E poi c’è la domanda che agita l’intero ecosistema startup nel 2026: siamo in bolla? Round di finanziamento sempre più grandi, valutazioni che secondo il racconto puntano a salire da un miliardo verso i dieci miliardi di euro — sono numeri che invitano all’entusiasmo, ma anche alla cautela.
Prima di lasciarsi prendere dall’euforia dei round milionari, vale la pena ricordare che la costruzione di valore nel tempo ha sempre avuto anche strade più lente e meno spettacolari: lo racconta bene la storia dei buoni postali e delle azioni nell’arco di settant’anni di risparmio italiano.
Infine, il tema più umano: come si tiene insieme una vita privata quando l’azienda cresce a questa velocità. Non è un dettaglio secondario — è forse la domanda più onesta di tutto il video.
Cosa possono imparare imprenditori e manager italiani da questa storia
Il ritorno di Marco e Francesco dopo due anni non è solo un aggiornamento sui numeri. È la fotografia di cosa significa davvero attraversare una fase di scale-up: raccogliere capitali importanti, assumere centinaia di persone, riscrivere il prodotto e, nello stesso tempo, ammettere che gli ultimi mesi sono stati un incubo.
La lezione più utile per chi guida una PMI o una startup italiana è forse questa: combattere la burocrazia aziendale — quella che rallenta le assunzioni, complica le buste paga, blocca la crescita — è un lavoro che vale miliardi di euro di mercato, ma non protegge automaticamente dal caos interno che la crescita stessa genera. Le due cose vanno affrontate insieme, con la stessa onestà con cui i fondatori di JetHR hanno raccontato la loro storia nell’intervista completa di Marcello Ascani.
Raccogliere 41 milioni di euro non protegge automaticamente dal caos interno che la crescita stessa genera.
La narrazione da copertina delle startup che raccolgono milioni nasconde spesso mesi di caos operativo che nessuno racconta volentieri.

Fonti
- Marcello Ascani intervista i fondatori di JetHR — 41 milioni per fare guerra alla burocrazia italiana — Video pubblicato il 20 settembre 2026 sul canale YouTube di Marcello Ascani, circa 38 minuti
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